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Vacanza Lazio: itinerari pesca nelle acque dolci laziali

Itinerari pesca Lazio: pescare nel Lago di Rascino

Più che di un vero e proprio lago si tratta di uno stagno di origine carsica situato su di un altopiano posto nel cuore delle montagne del reatino, a circa 1150 mt. di quota nel territorio del comune di Fiamignano (RI).
L'estensione della sua superficie, comunque limitata, e dalla forma assolutamente irregolare, dipende molto dall'apporto delle acque piovane e delle sorgenti che lo alimentano. La profondità, anch'essa assai variabile, è scarsa non superando, nel punto massimo, i tre metri. Il nucleo centrale del bacino conserva comunque una discreta quantità d'acqua anche nelle stagioni più secche.
Come ogni stagno che si rispetti è ricchissimo di vegetazione acquatica di tutti i tipi: dagli estesi canneti alle diffusissime piante acquatiche sommerse e non. Le rive, al contrario, si presentano completamente prive di vegetazione di alto fusto e sono percorribilissime, ovviamente solo a piedi non essendo concesso il transito di alcun veicolo oltre il luogo, indicato più avanti, per la sosta delle auto.
La sua posizione geografica e la singolarità e bellezza del territorio circostante, uniti al fatto che, almeno sino a qualche tempo fa, era una meta molto poco frequentata, per le relative difficoltà di accesso ( la strada che descriviamo per raggiungerlo è stata asfaltata solamente negli ultimi anni), fanno di questo luogo un itinerario da vedere almeno una volta.

fiume liri

Le acque del lago, non limpide per la natura stessa del terreno costituente il fondale e per l'alta densità di microrganismi vegetali presenti in sospensione, soprattutto d'estate, sono comunque di buona qualità e permettono la vita ad una discreta fauna ittica composta principalmente da: Lucci, Tinche, Scardole, qualche Carpa, qualche Persico Reale, Anguille e abbondante minutaglia assortita.
Il Lago di Rascino è sempre stato, per quei pescatori che ne conoscono da sempre l'esistenza, sinonimo di Lucci. Questi sono stati, infatti, padroni incontrastati di queste acque negli anni '60 e '70 con una abbondantissima diffusione e con esemplari veramente notevoli che hanno alimentato, tra chi lo frequentava a quei tempi, non poche "leggende", figlie comunque di vere notevoli catture effettuate allora. Purtroppo, in tempi più recenti, per i soliti motivi quali bracconaggio intenso ( facilitato dal luogo isolato), poco rispetto dei pescatori che lo frequentavano, immobilismo degli enti preposti, dovuto probabilmente anche allo scarso interesse per un luogo che non dava ritorno turistico di alcun genere, il lago, abbandonato a se stesso, ha visto ridursi drasticamente tale invidiabile popolazione di esocidi.
Fortunatamente nel corso degli ultimi anni la situazione sta migliorando, probabilmente anche perché il lago è stato dato in concessione, a scopo di piscicoltura alla Cooperativa "MONTE NURIA" (Via V. Veneto,12 - Fiamignano (RI) Tel. 0746/53013 - 53366) che si sta adoperando per il recupero dello stesso e del territorio circostante.
Auguriamoci pertanto di vedere ripristinata, al più presto, la  situazione di un tempo, che sarebbe oggi fruibile da un numero maggiore di pescatori data la migliorata viabilità per raggiungere il luogo; migliore viabilità che avendone parzialmente ridotto l’isolamento se, da un lato, ha aumentato leggermente la pressione di pesca sul bacino, ha comunque contribuito alla diminuzione dei diffusi fenomeni di bracconaggio in quanto sicuramente più “disturbati”.
Venendo alla pesca, per esercitare la stessa, occorre munirsi di un permesso rilasciato dalla Cooperativa di cui sopra le cui modalità e luoghi di rilascio troverete nella pagina "Informazioni Utili" del nostro sito ( o contattando telefonicamente la Cooperativa stessa), mentre, per queste acque non è richiesto, unico caso in tutta la Provincia di Rieti, il “tesserino ittico” rilasciato dall’Ufficio Pesca.

 


 

Le tecniche più diffuse sono:

  1. per il Luccio ( misura minima cm.40 - periodo di divieto 15/2-31/3 -Capi catturabili n. 5), lo spinning con esche artificiali ( fra i rotanti ottimi i classici Martin con fiocco rosso nelle misure oltre i 12 gr., per i minnow i Rapala snodati galleggianti da cm. 9 in su) e la tecnica con il vivo ( facilmente reperibile in loco almeno nella bella stagione);

  2. per le Tinche (misura minima cm.25 - periodo di divieto 15/5- 30/6 - capi catturabili n.5 (idem per le Carpe)), l'inglese, il legering, e la classica pesca con il galleggiante purché con esca tassativamente appoggiata sul fondo, esche bigattini, mais e vermi di terra o letame; una leggera ma non troppo rumorosa pasturazione aiuta sicuramente.

Con una canna fissa ed un galleggiantino leggero, utilizzando i bigattini e pescando fra gli spazi della vegetazione, si effettuano abbondantissime catture di minutaglia inframmezzate da più impegnative scardole di buona taglia, ottima e divertente palestra per i principianti.
Sia per i Lucci che per le Tinche sono assolutamente d’obbligo le ore del mattino presto e della sera.
Stagione tassativa da fine aprile a fine ottobre date le caratteristiche montane del luogo e la conseguente rigidità del clima invernale, con la superficie del bacino che si presenta spesso ghiacciata e quindi impraticabile nei periodi più freddi dell'anno.
Per ottenere buoni risultati, occorre scegliere accuratamente i luoghi dove pescare accertandosi preventivamente della profondità presente; per dare un riferimento, la parte più profonda del bacino e più indicata per la pesca, è quella che, portandosi sulla riva nei pressi del punto descritto più avanti come punto di sosta per le auto, guardando l'acqua,si estende alla nostra sinistra.
I canneti e le altre forme di vegetazione acquatica, come già detto abbondantemente presenti, offrono ai lucci ottimi ripari dove appostarsi in attesa del passaggio delle potenziali prede, pescando occorre pertanto rasentare all'inverosimile tali ostacoli naturali, questo modo di operare, anche se metterà certamente a repentaglio i nostri costosi artificiali, rappresenta l’unica maniera per avere dei risultati apprezzabili. Insistiamo quindi a ridosso di canneti ed erbe sommerse, facciamo transitare le nostre esche fra i piccoli corridoi presenti fra la vegetazione e moltiplicheremo così le possibilità d'incontro con l'amico luccio. Identico discorso per la pesca con il vivo, facciamolo lavorare in mezzo agli ostacoli di cui sopra, anche se perderemo qualche montatura accresceremo esponenzialmente le possibilità di cattura.
Poiché la prima volta che ci si reca in questo posto, si possono avere alcune difficoltà ad orientarsi, riportiamo nell'apposito capitolo che segue delle dettagliate istruzioni per non perdere tempo prezioso, le raccomandazioni inserite in tale testo non vogliono essere un freno a chi voglia sperimentare l'itinerario ma ne raccomandiamo il rispetto.
Se fate la cattura attesa da una vita in queste acque fatecelo sapere ed inviateci la foto fatta prima di......rimetterla in acqua. In luoghi come questo, costituiti da un ambiente “chiuso” e limitato nelle dimensioni, infatti, è più che mai importante, al fine di garantire la continuità della popolazione ittica, limitare al massimo il prelievo.

 

Come si raggiunge:
Istruzioni e raccomandazioni sul percorso da seguire

All'uscita Valle del Salto della autostrada Roma - L'Aquila imboccare la S.S. 578 Salto-Cicolana proprio di fronte all'uscita autostradale.
Percorsi circa 16 Km . su quest'ultima superstrada uscire all'uscita Gamagna, appena usciti, al primo bivio svoltare a destra in direzione di Gamagna e Fiamignano.
Procedendo su tale strada si incontrano prima la frazione di S.Agapito- S.Salvatore e quindi di S.Lucia di Fiamignano ( a circa 3 Km . dall' uscita della superstrada); la strada attraversa quest'ultimo paese e, al termine dell'abitato, dopo essersi lasciati sulla destra una officina meccanica con Soccorso Aci, occorre proseguire in direzione Avezzano.
Dopo circa 50 metri svoltare a sinistra prendendo la direzione indicata dai cartelli per L'Aquila, Altipiano di Rascino e S.Maria del Sambuco.
Appena svoltato azzerate il contachilometri parziale dell'auto per poter rispettare i riferimenti che Vi daremo di seguito e che Vi permetteranno di evitare un tour a vuoto sulle montagne del reatino( almeno speriamo..).
Sulla strada che stiamo ora percorrendo, che inizia a salire, percorsi circa 1,8 Km . ed attraversato un piccolo abitato, troviamo sulla sinistra il bivio con l'indicazione S.Maria del Sambuco, ignoriamolo e proseguiamo diritti. Dopo circa 4,2 Km ., sempre calcolati dal bivio iniziale, la strada aggira la montagna su cui si stava inerpicando ed imbocca la valle retrostante, incontriamo un bivio dove svoltando a destra si va, dopo aver attraversato un ponte, in direzione di L'Aquila e Tornimparte, ignoriamo anche questo e proseguiamo.  La carreggiata si stringe un pochino ma continua ad essere asfaltata e ben percorribile.
La strada ora, con qualche buca tranquillamente evitabile, si snoda fra prati e boschi ( soggetti spesso a disboscamento controllato), giunti a 9, 4 Km . circa di percorrenza incontriamo un nuovo bivio, senza indicazioni, dobbiamo proseguire sulla ns. strada senza imboccare a destra.
A circa 13,5 Km dal bivio iniziale, dopo che si è cominciato a scendere verso l'altipiano ( che si intravede all'orizzonte), percorso un tornante, termina l'asfalto; da questo punto in avanti la strada, che attraversa interamente tale altipiano, è da affrontare con un po’ più di cautela, tranne che si disponga di un fuoristrada.
Oltrepassato un punto di ristoro ( non sempre aperto), posto circa a metà dell'altipiano stesso sul lato destro della strada, cominciamo a vedere il lago, proseguiamo ancora ( la strada peggiora leggermente), dopo 16,3 Km . di percorrenza globale siamo ad un bivio con due soluzioni nette: sinistra verso alcuni casali ristrutturati, destra verso il lago.
Imbocchiamo a destra la strada più stretta e superiamo un piccolo dosso dopo il quale si va decisamente verso il lago e verso un ulteriore casale che vedete ai piedi della montagna posta a sinistra del lago stesso ( una curiosità turistica: le poche rovine che si possono vedere sull’altura ai piedi della quale state transitando sono quelle dell’antico borgo di S.Maria di Fiamignano, sovrastato un tempo dal Castello di Rascino abbandonato pare intorno alla fine del 1300).
Da questo punto in avanti occhio a dove mettete le ruote, soprattutto dopo giornate di pioggia o violenti temporali estivi il fondo diventa in alcuni punti piuttosto viscido e le possibilità di impantanarsi, parlando sempre di automobili normali, salgono notevolmente.
Transitate sempre dove si vedono ghiaia e sassi e, in caso di piogge recenti, non cedete alla tentazione, per evitare le pozzanghere, di passare sull'invitante prato a destra che, se con l'asciutto è una vera moquette, con il bagnato diventa una trappola a causa del fondo argilloso.
Proseguite sino al “divieto di transito” situato nel punto in cui la stradina si inserisce fra due muretti di pietra e parcheggiate la macchina di lato. In questo punto troverete un cartello, posto dalla Cooperativa titolare della concessione, che riepiloga i regolamenti vigenti ( almeno esisteva sino a qualche tempo fa). Il lago è lì sulla destra e potete cominciare subito a pescare.
Una ultima doverosa raccomandazione: se comincia a piovere con violenza portate al più presto la macchina al di fuori dell'ultimo tratto di strada appena descritto per evitare sorprese, magari a tarda sera, quando si vorrebbe rientrare.
Tutte le raccomandazioni di cui sopra sono quanto mai valide in primavera ed in autunno, infatti, se nelle giornate estive e la domenica qualcuno per darci una spinta lo troviamo sempre, negli altri periodi e soprattutto nei giorni lavorativi potreste non trovare anima viva per ore.
Oltre a tutto negli ultimi dieci Km. di strada non c'è traccia di segnale di rete per i telefonini!!!