Turismo pesca: attrezzature e itinerari pesca sportiva in Italia e all'
estero (Europa, America)
Materiali, attrezzi pesca: la spina della canna
La scoperta di questo importantissimo fattore strutturale, la
devo a Luciano Cerchi, che lo spiegò in modo molto esauriente al sottoscritto ed
alcuni amici, durante la visita al Promo Fish di Reggio Emilia nel 2001.
La spina della canna, non è altro che un ispessimento longitudinale che si forma
nella costruzione della canna, a seguito dell’unione delle fibre plastiche, di
quelle di carbonio e degli altri materiali che compongono le moderne canne da
pesca.
E’ in pratica il “nervo” della canna e gli anelli vanno montati
in linea su di essa.
Per individuarla, bisogna prendere il grezzo per la punta, tenendo per terra o
su un tavolo la parte opposta, più spessa.
Con una mano si tiene la canna per la punta e si flette a metà la canna,
inarcandola e tenendo il palmo dell’altra mano circa a metà della lunghezza.
Si inizia a ruotare lentamente il fusto della canna, finche la stessa fa uno
scatto repentino; il punto prima della rotazione è quello giusto!
Quando la canna si produce uno scatto improvviso, abbiamo trovato la spina della
canna; ovvero la linea dove posizionare gli anelli, se vogliamo ottenere una
canna rigida.
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Se al contrario vogliamo una canna morbida, dovremo posizionare gli anelli
alla parte opposta dove si trova la spina.
In nessun caso dovremo posizionare gli anelli in luoghi diversi, altrimenti ci
troveremo fra le mani un attrezzo davvero scadente.
Non è un’ operazione inutile, ma indispensabile per ottenere il meglio in
termini di rapidità e longevità del grezzo, è un’operazione che viene sempre
eseguita da tutti i costruttori di canne.
Con un pennarello, andremo a contrassegnare la Spina, lungo il fusto, per
evitare di posizionare malamente gli anelli, poi con l’aiuto della carta
gommata, provvederemo a montare provvisoriamente i 6 o 8 anelli sulla canna,
secondo una presunta logica ed in base alla sistemazione degli anelli sulle
canne commerciali.
Eseguita questa operazione, bisognerà mettere il mulinello (sempre in modo
provvisorio), alla canna, con l’aiuto della solita carta gommata e poi far
passare il filo all’interno degli anelli.
Fermando il filo da qualche parte e flettendo la canna, osserveremo la curvatura
del filo che passa dagli anelli ed andremo a modificare il posizionamento degli
stessi in base al responso degli angoli di curvatura. Il nostro obiettivo sarà
quello di uniformare nel modo più omogeneo possibile gli angoli di curvatura che
si formano fra il nylon ed i passanti, in modo da non creare punti di attrito
dove si possano creare problematiche al filo, durante i recuperi più
impegnativi.
E’ una fase particolarmente importante, fondamentale, da non sottovalutare
assolutamente; è un lavoro che può richiedere anche più di un ora, ma ne saremo
ampiamente ripagati poi con le soddisfazioni durante il lancio e l’uso della
canna in pesca
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